Lavanda: il giorno dopo

28/Marzo/12

Quando, verso sera, mi sono aggirato per il campo di lavanda con la macchina fotografica, ho messo seriamente a repentaglio la mia incolumità. L’apparenza inganna ma è anche vero che la stanchezza appanna. Così, apparivo come un bighellone in cerca di volti affaticati, muscoli indolenziti e schiene spezzate. Come se fossi stato tutto il giorno a poltrire. Per sdrammatizzare ho ironicamente fatto notare che i filari non erano perfettamente allineati e che alcune piantine erano fuori asse. Mi sono ritrovato nel mezzo di una rivolta sindacale. Il tozzo di lasagna e il bicchier di vino pattuito con i “braccianti” non bastava più. A sciopero conclamato ho dovuto lasciar cascare la macchina fotografica a terra e interrare le ultime 15 piantine praticamente da solo.

Una faticaccia!

Per questo motivo le fotografie che raccontano la giornata sono scarne. Purtroppo ho potuto bighellonare solo per pochi minuti.

Che dire? Innanzitutto vorrei ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile una impresa del genere: mezzo ettaro di lavanda ora attende la fioritura e non vedo l’ora di fare vedere a tutti quanti lo spettacolo che darà quel fazzoletto di terra. Allora si che mi scatenerò con le fotografie.

Un grazie ancora di cuore. Ora che la primavera è cominciata vi aspettiamo tutti quanti, braccianti e non, per delle magnifiche passeggiate a cavallo.

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